Sono appena usciti dalla plancia, sento i passi che rimbombano sul ponte e giù per le scale metalliche che portano alla stiva. Mi salutano e chiacchierano fra di loro, mentre io resto a fare la guardia alle due Scimmie - quella pelosa e quella volante. La poltrona di fianco alla mia era occupata, fino a pochi secondi fa. Mi scopro a fissarla e mi prendo per il culo da sola, sentendomi molto stupida per una frazione di secondo.
Poi mi ricordo del cortex-pad.
Faccio quello che non sono mai stata abituata a fare.
Chiedo aiuto.
A livello fisico è semplice. Se hai voglia di infilargli un metro di lingua in bocca, direi sia già un segnale sufficiente. Magari ti ispira sesso sfrenato, o cose simili. Ora... se intendi a livello emotivo... bhé... Sei gelosa? No, perchè la gelosia è un segnale limpido. Se sei gelosa, oramai è andata, sappilo.
Fa una pausa e mi lascia il tempo di immaginarmi la gelosia che dovrei provare. Non mi fa nè caldo nè freddo il pensiero di lui assieme ad una donna - che sia la sua donna - ma provo un vago senso di fastidio quando scherza con altre che sono al mio pari. Se ci penso per bene, so che in quei momenti vorrei esserci solo io.
O se magari ti fai nel cervello una serie infinita di Holofilm felici e piuttosto vaghi sul vostro futuro assieme.
Un'altra pausa che mi dà il tempo di pensare ancora una volta al sogno. Ho evitato con tutte le forze di andare oltre, a dire il vero. Non mi sono mai immaginata in piedi davanti al lavello, a sciaquare i piatti della cena, mentre due braccia molto maschili e molto delicate mi abbracciano da dietro. Mentre il pensiero nasce però è ... bello. Mi fa sorridere, anche se a vedermi sorridere c'è soltanto la scimmia.
Chi è? Posso saperlo?
Glielo dico.
Che male potrà mai farmi?
Mi accorgo molto più tardi, che averlo detto a qualcuno ha dato alla faccenda una specie di maggior pesantezza. Ora che non lo so solo io, è come se fosse più vero.

