soy un perdidor

Questo blog è legato ad un personaggio frutto di fantasia. Il personaggio in questione si muove all'interno del gdr-online Ballad of Serenity e pertanto qualsiasi coincidenza o riferimento a persone e fatti realmente esistenti, sarà sempre puramente casuale.

NB: il personaggio non è in grado di leggere o scrivere. Tutti i testi presenti nel blog sono quindi da considerarsi come interpretazioni dei suoi pensieri o delle sue sensazioni e non come estratti da un qualche suo diario personale - che non possiede, nè potrebbe comunque compilare.

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the blues

nemmeno oggi un minimo di pace! Li butto fuori e torno!

non so cos'ha detto prima di schiantare, ma so che c'era anche Gibbs, quindi forse sarà stato "vaffanculo senzapalle dimmerda" o una di quelle robe che lo facevano finire in prigione un mese sì e uno no.

però a me m'ha detto questo.

nemmeno oggi un minimo di pace! Li butto fuori e torno!

ho passato due giorni a pensare quanto fosse ingiusto che a me fosse toccata la parte dimmerda per colpa di quel cretino di Testa-pelata-mestruato e che a Testa-pelata probabilmente non sarebbe toccata proprio nessuna parte di merda, anche se mi ha trattato male senza motivo.

nemmeno oggi un minimo di pace! Li butto fuori e torno!

se ne sarà mai accorto che ci tenevo tanto alla sua opinione? che m'è dispiaciuto dovergli assicurare che "farò la brava", perchè speravo lo sapesse da solo? lo saprà che avevo paura di tornare su Greenfield perchè pensavo fosse tipo superincazzato a bestia con me?

nemmeno oggi un minimo di pace! Li butto fuori e torno!

non l'ho aspettato vicino allo stand, sono andata a prendermi una birra.
e lui non è tornato.

jugglin'



è stato il pensiero di Bistecca, quello stupido cavallo con il muso da coglione, che mi ha fatto tornare su Greenfield.

se sto su Safeport a fare il padre di famiglia denoattri, lascio Bistecca a qualcun altro. se sto su Greenfield, non cambia niente: mando i soldi a casa e mia sorella si ubriaca tale e quale ad ora, mia mamma se ne resta comunque chiusa in camera a piangere tutto il giorno.

allora sto su Greenfield.
almeno Bistecca sembrava contento di vedermi, quando sono infilata nelle stalle a salutarlo. o forse era la mela che gli avevo portato, ma è uguale.

mi piace la tipa-Mei: non fa domande scomode, mi lascia modo di svicolare se voglio, come faceva Sum. ancora non è che mi vada giù il pensiero di vederla salire sulla Duchessa, ma basta che ci parlo a terra e mi piace. è come se mi avesse fregato la donna, no? finchè non mi si mettono a limonare in faccia, perchè non posso andarci d'accordo?

che schifo, una donna che limona con una Wyoming.
bleh.

shaken not stirred

c'erano tante cose da dimenticare.

c'è voluto un grande impegno per evitare di sentirne la mancanza. ho lavorato più degli altri, per più tempo, ho rubato di più, preso più pugni di tutti, più sputi e sono stata messa all'angolo più volte nello stesso giorno. ho scritto a summer fino a quando non sono riuscita ad evitare di vendere il cortex, ma quando poi l'ho fatto, è stato un sollievo: non avevo più niente che mi ricollegasse a Greenfield, alla disperata necessità di mettere il culo su una nave e partire. non avrei più avuto voglia di partire e correre a cercare la Duchessa.

e poi ritrovo James.
nelle baraccate, come la prima volta che ci siamo incontrati.
e fortuna che stavolta nevicava, o la sensazione di deja-vu sarebbe stata insostenibile.


mi propone un posto da pilota.

come faccio a controllare mia madre dello spazio?
come faccio ad evitare che mia sorella si ubriachi e vada a cercarlo?
come faccio ad essere responsabile, con la manetta di una nave fra le dita?

l'odore.

c'è qualcosa di sbagliato nell'allontanarsi dal ranch, ormai.
c'è chi tenta di portare via Summer da sè stessa,
c'è chi fraziona il mio lavoro prendendosene fette e briciole,
c'è chi semplicemente non sa niente e mai lo saprà.

ma io so che è sbagliato allontanarmi dal ranch.
sento che, al ritorno, le cose hanno un odore diverso.

thinkin'bout it.

le pareti di questo posto profumano di legno
(e di merda di cavallo, ma più che altro di legno)
il tetto non è di lamiera, il pavimento è un pavimento
ci sono un sacco di uomini silenziosi
con grossi cappelli che gli nascondono i sorrisi

e tutto è così fottutamente verde.

think about it