soy un perdidor

Questo blog è legato ad un personaggio frutto di fantasia. Il personaggio in questione si muove all'interno del gdr-online Ballad of Serenity e pertanto qualsiasi coincidenza o riferimento a persone e fatti realmente esistenti, sarà sempre puramente casuale.

NB: il personaggio non è in grado di leggere o scrivere. Tutti i testi presenti nel blog sono quindi da considerarsi come interpretazioni dei suoi pensieri o delle sue sensazioni e non come estratti da un qualche suo diario personale - che non possiede, nè potrebbe comunque compilare.

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helios

Il rifugio è su Safeport, ma non ce la faccio a sopportare contemporaneamente il caldo, le tette di Williams, i muscoli di Cap e la consapevolezza di Ritter. Non so cosa pensano quando me ne vado senza salutarli e solo più tardi mi salta addosso la scimmia della vergogna.

Mi chiudo nella tuta, tiro su i capelli ed inforco gli occhiali sul naso, come se potessero nascondermi dalla vista di chi mi conosce da sempre.

Lei c'è.

La guardo da dietro una vetrata lercia, mentre avvita e svita ed avvita ancora, berciando insulti ad un tipo che le ha appena mormorato qualcosa di zozzo (si capisce da come ride -lui- e da come storce la bocca -lei-). Ha la tuta blu, i capelli corti, una mano fasciata. Sta in piedi dritta però, con lo sguardo lucido. So che non ha bevuto, almeno oggi.

Ad un certo punto si gira verso di me - l'ho sicuramente fissata troppo - e mi vede, ma non mi sposto: gli occhiali mi rendono invisibile. Il suo sguardo infatti mi passa oltre, guarda il cielo viola dietro la mia testa e poi torna a guardare i bulloni.

Io non ci sono.

Torno alla Monkey con un misto di sollievo ed angoscia. Medito per qualche istante di infilarmi nella cabina di Cap e trovare un pretesto per farci a pugni, poi accarezzo l'idea di cercare di rimorchiarmi Williams, tanto per passare il tempo.

Alla fine mi lascio cadere sulla poltrona, di fronte alla console di comando e dormo lì, scimmia fra le scimmie, senza nemmeno togliermi la tuta.

don't wanna be your monkey wrench


Sono appena usciti dalla plancia, sento i passi che rimbombano sul ponte e giù per le scale metalliche che portano alla stiva. Mi salutano e chiacchierano fra di loro, mentre io resto a fare la guardia alle due Scimmie - quella pelosa e quella volante. La poltrona di fianco alla mia era occupata, fino a pochi secondi fa. Mi scopro a fissarla e mi prendo per il culo da sola, sentendomi molto stupida per una frazione di secondo.

Poi mi ricordo del cortex-pad.
Faccio quello che non sono mai stata abituata a fare.
Chiedo aiuto.

A livello fisico è semplice. Se hai voglia di infilargli un metro di lingua in bocca, direi sia già un segnale sufficiente. Magari ti ispira sesso sfrenato, o cose simili. Ora... se intendi a livello emotivo... bhé... Sei gelosa? No, perchè la gelosia è un segnale limpido. Se sei gelosa, oramai è andata, sappilo.

Fa una pausa e mi lascia il tempo di immaginarmi la gelosia che dovrei provare. Non mi fa nè caldo nè freddo il pensiero di lui assieme ad una donna - che sia la sua donna - ma provo un vago senso di fastidio quando scherza con altre che sono al mio pari. Se ci penso per bene, so che in quei momenti vorrei esserci solo io.

O se magari ti fai nel cervello una serie infinita di Holofilm felici e piuttosto vaghi sul vostro futuro assieme.

Un'altra pausa che mi dà il tempo di pensare ancora una volta al sogno. Ho evitato con tutte le forze di andare oltre, a dire il vero. Non mi sono mai immaginata in piedi davanti al lavello, a sciaquare i piatti della cena, mentre due braccia molto maschili e molto delicate mi abbracciano da dietro. Mentre il pensiero nasce però è ... bello. Mi fa sorridere, anche se a vedermi sorridere c'è soltanto la scimmia.

Chi è? Posso saperlo?

Glielo dico.
Che male potrà mai farmi?

Mi accorgo molto più tardi, che averlo detto a qualcuno ha dato alla faccenda una specie di maggior pesantezza. Ora che non lo so solo io, è come se fosse più vero.

blossom


Ho sognato di essere sulla Monkey con il Capitano, Dottor Costola e Sterling. C'era un problema, ma riuscivamo rapidamente a trovare una soluzione. Ci abbracciavamo tutti e quattro e davanti a me stava il Capitano, che mi dava un bacio (non un bacio-sulla-guancia-siamo-amici ma un vero-bacio) mentre Sterling rideva e Costola ghignava.

Credo di avere un problema con gli uomini che hanno ruoli o gradi superiori al mio.

Quando ho cominciato a sentirmi così? Non era meglio guardare il culo di Donna Winter da lontano e farsi bastare quello?

touchless

Pà che torna a casa dopo un viaggio lunghissimo: si sfila il cappotto e lo appende dietro la porta. Era marrone il cappotto di pà? non riesco a ricordarlo bene perchè tornava sempre di buio.

Heliotte comincia a lavorare in fabbrica. Quanto aveva? tredic'anni? boh. Il primo giorno le rubano tutto e la fanno tornare a casa in mutande. Grizelda nemmeno la guarda e continua a farsi le trecce. Mamma le dice che è una cogliona e continua a rimestare in pentola. Papà non c'è. Io faccio finta di dormire dopo aver lavorato le mie 16 ore alla Sunset.

Pà ci molla per andare in guerra. Mamma si chiude in camera e dice che non vuole mangiare. Quando entro a portarle un po'di roba da buttare giù mi tira una scarpa. Il giorno dopo entro per lasciarle da bere e mi tira dietro la roba da mangiare del giorno prima. Non entro più in camera sua.

Entro in casa dopo che mi hanno detto della morte di Grizelda e la prima cosa che vedo è la mano di Heliotte che mi si aggrappa alla faccia. Mia mamma è in un angolo che strofina via una macchia da un vecchio vestito di Grizelda e nemmeno ci guarda mentre ci buttiamo a terra per tirarci via l'anima a suon di pugni e calci. Non ci guarda nemmeno mentre ci gridiamo contro, con le labbra spaccate e le nocche sbucciate.

Vorrei dirci a Joss che gli voglio bene, mi fa paura quando dice che mi porta fuori a cena. Volevo dirci a Ritter che sono contenta di conoscerlo e non vorrei verderlo così da schifo. Ma non li guardo nemmeno e penso alla jeep ed alla marmellata.

blank


Volevo mandare un messaggio a Jack, ma poi mi sono ricordata che non c'ho più il suo contatto. Così mi sono rimessa a lavorare. Ho sostituito i vetri e poi ho un po'girato con la jeep per controllare i campi. Una mela a Bistecca, una controllatina alla portiera del pick-up che non si chiude bene, una capatina al mercato, il pranzo in un angolo. Qualsiasi cosa che non mi faccia pensare, va bene. Nessuno si aspetta che io pensi a qualcosa. Penso solo ai regali di Ritter e Neville. Ancora non mi sono messa gli occhiali e tengo la piuma verde in serbo per un'occasione speciale (poteva essere ierisera? no, non è il caso di farsi belle per salutare qualcuno che va, meglio per qualcuno che arriva). Penso poco, penso al lavoro, penso alla canzone di Roonamei, non penso. Non penso a niente.

place in space


ho salutato Joss
rivisto Jack
avvisato Roonamei
attraversato il ponte della Scarlet
controllato i sensori con Mughain
conosciuto Dhemetra
riso con Vergil
disegnato i baffi a Ritter


persone


c'è un sacco di gente in questo mondo che non sa niente. lo capisco da come mi guardano, qualcuno come una scema da quattro soldi, qualcuno dandomi più gentilezza di quella che dovrebbero, qualcuno senza sapere davvero che faccia ho.

buck di sicuro non lo sapeva che lo tenevo in palmo di mano, importante come un padre. era gentile ma spiccio, sorrideva spesso e si rabbuiava facile e c'aveva altra roba pè i'ccapo.

la bimbetta di ierisera non lo sa che non ce l'ho con lei, ma con la gente che le ha riempito il cervello di merda. era arrabbiata ma convinta, e forse lo sa qual'è la verità della guerra, ma non le piace doversela dire.

ritter ed eir non lo sanno che il primo passo a farmi uscire dall'indifferenza è stato la loro scazzottata. il dottore ha degli occhi pieni di cose che non capisco ed eir non l'ho più vista, ma so che sono arrabbiati.

roonamei forse lo sa che sono state le cose che mi ha detto a farmi decidere di lasciarle la duchessa. è gentile come una mamma, ma secondo me è arrabbiata pure lei.

joss non mi fa troppe domande, ha degli abbracci che ti portano via tutto e mi invita a cena fuori. però se gli chiedo se siamo amici, dice di sì, anche se di solito è una cosa da fidanzati e stronzatine così. lo saprà? sembra che sappia sempre tutto e non gliene fotta mai una sega.

ultimamente vedo solo quello che la gente non sa.
ma neanche io so un cazzo di niente, quindi va bene così.

spitfire


"Sei una pasta di bimbetta, Delì. Non puoi andare dagli altri e dirgli quanto vorresti che fossero tuoi amici e poi frignare se ti pestano e ti rubano la merenda. Quegli altri sono furbi e te sei scema, perchè sei nata buona. Non devi essere così, non ti devi fà fregare, Delì. Devi sbattertene il cazzo e non guardarli neanche. Lo prometti a papà?"

non posso dire la verità alla gente e poi frignare se mi riempiono di stronzate, pà. c'avevi ragione. ma gliel'ho letto negli occhi a Ritter ed anche ad Eir, quella cosa che c'ho addosso da quando Grizelda è stata ammazzata. quella cosa che c'ho addosso da quando sei scappato per andare a fare la guerra, contro a tutto quello che m'avevi insegnato.

la rabbia, pà.

della rabbia non posso sbattermene il cazzo, non posso non farmi fregare dalla rabbia. ho provato a non guardarla, ma non ha funzionato.

ci voleva quella faccia di cazzo di Scott per farmelo capire. o vedere Eir che si slancia per tirare un pugno a Ritter, che poi le bercia in faccia. o Roonamei con quell'espressione strana che tenta di portare tutti via.

tuteblu e cappotti marroni sono la stessa cosa: gente.
gente arrabbiata.

la gente è sempre arrabbiata.

anche io sono arrabbiata.