Il rifugio è su Safeport, ma non ce la faccio a sopportare contemporaneamente il caldo, le tette di Williams, i muscoli di Cap e la consapevolezza di Ritter. Non so cosa pensano quando me ne vado senza salutarli e solo più tardi mi salta addosso la scimmia della vergogna.
Mi chiudo nella tuta, tiro su i capelli ed inforco gli occhiali sul naso, come se potessero nascondermi dalla vista di chi mi conosce da sempre.
Lei c'è.
La guardo da dietro una vetrata lercia, mentre avvita e svita ed avvita ancora, berciando insulti ad un tipo che le ha appena mormorato qualcosa di zozzo (si capisce da come ride -lui- e da come storce la bocca -lei-). Ha la tuta blu, i capelli corti, una mano fasciata. Sta in piedi dritta però, con lo sguardo lucido. So che non ha bevuto, almeno oggi.
Ad un certo punto si gira verso di me - l'ho sicuramente fissata troppo - e mi vede, ma non mi sposto: gli occhiali mi rendono invisibile. Il suo sguardo infatti mi passa oltre, guarda il cielo viola dietro la mia testa e poi torna a guardare i bulloni.
Io non ci sono.
Torno alla Monkey con un misto di sollievo ed angoscia. Medito per qualche istante di infilarmi nella cabina di Cap e trovare un pretesto per farci a pugni, poi accarezzo l'idea di cercare di rimorchiarmi Williams, tanto per passare il tempo.
Alla fine mi lascio cadere sulla poltrona, di fronte alla console di comando e dormo lì, scimmia fra le scimmie, senza nemmeno togliermi la tuta.