soy un perdidor

Questo blog è legato ad un personaggio frutto di fantasia. Il personaggio in questione si muove all'interno del gdr-online Ballad of Serenity e pertanto qualsiasi coincidenza o riferimento a persone e fatti realmente esistenti, sarà sempre puramente casuale.

NB: il personaggio non è in grado di leggere o scrivere. Tutti i testi presenti nel blog sono quindi da considerarsi come interpretazioni dei suoi pensieri o delle sue sensazioni e non come estratti da un qualche suo diario personale - che non possiede, nè potrebbe comunque compilare.

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safe smile


La gente di Safe prende le cose in un modo che gli altri non capiscono. Per loro respirare l'aria che non puzza e non è verde o viola, è normale. Non sanno che vuoldire restare accecati dal sole perchè, su Safe, lo vedi solo attraverso un sacco di strati di fumo.

Heliotte mi prende a sberle tutte le volte che rimetto piede in casa, non la ferma il fatto che io sono la maggiore. E io non fermo lei, perchè so che è il suo modo di dirmi che le manco, che fare il capofamiglia al posto mio (che lo facevo al posto di mio padre), le pesa da morire. Anche se la gente del 'Verse penserebbe solo che è un'ubriacona manesca dimmerda.

Il Capitano mi piace, ma rinuncio in partenza perchè non ho le forze per conquistarlo come fanno le tipe del 'Verse. Le donne di Safe sono semplici. Non ce l'hanno quegli occhioni e quei sorrisi speciali. Te lo dicono, se ti vogliono. Lo sanno capire da sole, se tu sei alla loro portata o no. Se sei uno stronzo o una vittima. Ma la gente del 'Verse pensa che sono solo un po'codarde.

Penso poco, quando so che pensare significa ricordarmi delle cose che non mi stanno bene. Non perchè sono scema,  o perchè le cose mi scivolano addosso, ma perchè non voglio vivere con addosso il peso di essere nata sul pianeta sbagliato. Un pianeta che è sbagliato per tutti.

La gente di Safe sorride poco, quando è su Safe.
Ma fuori da Safe, non troverai mai un Safeportiano a cui fa fatica sorridere.

humps


"Ti ho visto, oggi."
Ha la tuta da lavoro ancora addosso ed i capelli sporchi, scalati male sul lato destro - lì dove li ha dovuti tagliare perchè qualcuno le aveva appiccicato una gomma da masticare dentro l'elmetto. Non alza lo sguardo dal piatto e continua a sbocconcellare quello che mamma le ha messo da parte.

"Non mi sembra una persona seria."
E'il massimo dell'amore di cui è capace, escludendo i pugni ed i calci. Mi lascia capire quanto poco approvi che io, più grande di lei, mi faccia beccare a pomiciare con un uomo che ha il doppio della mia età. Ma non me lo dice apertamente, non ci siamo mai riuscite.

"Preferivo la squinzietta."
Questa è troppo facile. Significa che questo tizio le piace meno di zero, perchè la squinzietta - come la chiama lei - aveva totalizzato il mirabolante punteggio di 1/10 nella scala del gradimento.

"Fatti i cazzi tuoi."
Le faccio sapere che ho inteso, che ci sto pensando su.

Nessuno parla la nostra lingua, qui nel 'Verse. Sono tutti abituati a dirsi le cose in faccia, o scriverle, o fotografarle. Mi sorridono come se fossi un po'scema, un po'come Todd: una bestiolina da assecondare. Con le loro vite piene d'agonia ed amore ed ancora agonia, non capiscono perchè senta il bisogno di buttare tutto in battuta. Non condividono con me le preoccupazioni, mi ricompensano per i successi con sorrisi e complimenti, non mi lasciano margine per insuccessi.

Sono un fottuto cagnolino.

Mi manca Heliotte, quella di prima.

"La mamma ti ha lasciato quella roba, per cena."
trad: Sono rimasta sveglia ad aspettarti, non ho rubato il tuo cibo.
"Puzza di merda."
trad: Ho capito, lo apprezzo.